il ricordo lucido della nascita e la conoscenza dell’Angelo della Dimenticanza
 
     

"Shhhhhhh sono l'Angelo del Silenzio e della Dimenticanza*, credi che sia un "caso" che stai leggendo questo mio messaggio? Io no, è per questo che ti prego di donarmi alcuni secondi del tuo prezioso tempo. Sappi che sei all'interno del Sito di colui che è sceso sulla Terra nelle vesti di Francesco Boemi in arte Mikado Francesco, con il compito di incontrare e confrontarsi con bambini e grandi, uomini e donne, poveri e ricchi, belli e brutti, atei e Capi di religioni e di farlo nei loro momenti di "Paura, Rabbia, Lussuria, Furia, Invidia, Gelosia, Giudizio e Tristezza" e dirgli: "Non vi preoccupate per ciò che state vivendo, sappiate che questo è il "Tempo Predetto" da Mio Zio Mahavatar Babaji di Harikhand e da Mio Fratello Joseph il Piccolo in arte Gesù il Cristo, affinché Io vi dono le tre armi divine per eccellenza, che sconfiggeranno il Male dentro e fuori di voi:  Verità, Semplicità e Amore..."

 

* L’Angelo del Silenzio e della Dimenticanza è l'ultima essenza spirituale che ha il compito di salutare tutti coloro che scendono sulla Terra per vivere la propria prova d'evoluzione. Il suo saluto è un furtivo bacio sulle labbra alfine di fare dimenticare la causa del karma o destino passato da purificare nell’attuale vita. E' bene venire a conoscenza che solo i famosi bambini Indaco  (come M.F.), svincolano il suo bacio e nascono ricordandosi le proprie vite precedenti...

 
La conoscenza dell’Angelo della Dimenticanza
Il ricordo va indietro nel tempo, prima di quel 18 Ottobre 1955, giorno della mia nascita materiale e porto di quel ricordo una voce che mi disse: Sono l’Angelo della Dimenticanza. Il mio compito e quello di accompagnare le persone al ciglio dell’uscita e dargli il “bacio” del saluto al fine di fargli dimenticare il loro karma.
 
Adesso capisco il perché mi voleva baciare a tutti i costi sulla bocca e quando all’ultimo momento, gli ho girato il mio viso, lui, dopo avermi sfiorato la mia guancia destra, ha esclamato:  “Tu sei Uno degli Unti da Cristo!”
 
Esatto, tu sei una delle rare persone che mi hanno scoperto e ora, è arrivato il momento della tua discesa.
Sappi che sei una delle prime entità che scenderanno sulla Terra con il termine di “Bambini Indaco”, ben coscienti di ricordare “Chi sei!”.
Inizialmente ti chiamerai Francesco e se tutto andrà bene tornerai ad essere un Mikado, colui che è stato e sarà Imperatore di se stesso.
 
Dopo, più nulla, soltanto la compagnia di una piacevole spinta e una lunga discesa*.
  
* Tipo quella della montagna russa.
 
Vi è in me il candido ricordo di un lungo periodo durato nel tempo umano di nove mesi, in cui ero in contatto con le voci del “Cielo”, ben consapevole di vivere in quell’ambiente con quella luce chiara scura, ero immerso nell’acqua e il suo calore giusto e sinceramente non mi dava sensi di paura, ma neanche mi dava tranquillità.
 
Il tempo passava e i collegamenti con i miei cari amici del “Cielo”, amici che non riuscivo più a vedere ma malgrado mi accontentavo di ascoltarli si facevano sempre più rari, non vi erano dubbi, stavo perdendo la cognizione del tempo e soprattutto le mie facoltà che fino a poco tempo prima mi davano la gioia di avere la consapevolezza di essere veramente “Figlio di Dio”.
 
E’ successo tutto all’improvviso ad un tratto l’acqua e quella luce divenire entrambe scure a tal punto, che io iniziai a prendere coscienza di avere un corpo materiale con dei sentimenti che in quel momento si manifestavano soltanto ed esclusivamente in mistero e paura, paura e ancora paura, cosa mi stava succedendo, mi guardai intorno, toccai con quelle che erano delle piccole manine il mio corpo e avendo la consapevolezza che tale involucro custodiva lo Spirito di colui che era stato definito un “Imperatore del Cielo” mi venne d’istinto di urlare, urlare e ancora urlare: “Amici miei dove siete, aiutatemi, non mi lasciate morire, aiutatemi”.
 
D’incanto, in perfetta fusione con quel mio pauroso appello, vidi da lontano un piccolo fascio di luce che mi richiamava ricordandomi per l’ultima volta la luce del “Cielo” alzai gli occhi sopra di me e con quel pensiero tutto il mio corpo fu risucchiato verso in giù in quella misteriosa luce e non so come in quel momento mi sono sentito andare verso la morte Spirituale, sì quello che io chiamo la “vera morte” e senza rendermi conto, all’improvviso mi sono trovato a guardare il pavimento e vivere il momento che l’uomo chiama “vita”  e sbigottito mi domandavo: “Dio mio, che cosa sta succedendo e perché questa luce così forte?”
La risposta me l’ha data una sconosciuta mano umana che alle ore 08.30 del 18 Ottobre 1955, mi diede il benvenuto al mondo materiale con un fortissimo e improvviso schiaffo nel didietro al fine di farmi piangere. Ricordo che proprio nell’attimo dello schiaffo, mi sono ritornati gran parte dei ricordi vissuti in “Cielo” e fare un bel  sorriso senza denti per poi accettare nel momento della nascita materiale la vera ed unica morte che è quella Spirituale.
Successivamente, ho ricevuto un secondo schiaffo, ma anche in quel tentativo la mia risposta è stata un sorriso, mentre al terzo ho “capito” che dovevo far contenta la proprietaria di quella sconosciuta mano e ho lanciato il più forte degli strilli.
La fase successiva è stata quella di ascoltare quella sua sconosciuta voce che domandava a colei che era diventata la mia nuova madre materiale:
 
Signora come lo chiama?
Immediata è stata la sua risposta: Francesco!    
                                                                                                                    
                                                                                                   Benvenuto al mondo, mio caro Francesco.
 
Quel momento è stato custodito dentro di me per tutta la vita e oggi lo faccio esplodere affinché possa dare un senso alla vita oltre la vita e comprendere che la nascita e la vita fisica non è altro che la morte Spirituale e la morte fisica non è altro che la rinascita alla vita Spirituale.

 

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